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ESERCIZIO del 7 aprile 2008
in
collaborazione con la dott.ssa Anna Rosa Vielmo di Córdoba
(Argentina)
Ricomponi il testo della favola "L'aquila e la volpe"
di Esopo
A) non era
nemmeno tanto grande per la morte dei suoi piccoli, quanto per
il pensiero della vendetta: animale di terra, essa non aveva infatti
la possibilità di inseguire un volatile. Perciò,
immobile, di lontano, unico conforto che rimane ai deboli e agli
impotenti, scagliava maledizioni
B) un'aquila
e una volpe, fattesi amiche, stabilirono di abitare una vicina
all'altra, pensando che la vita in comune avrebbe rafforzato la
loro amicizia. Ed ecco che la prima volò sulla cima di
un albero altissimo, e vi fece il suo nido;
C) vivida fiammata. Così i suoi piccoli, volatili ancora
impotenti, furono bruciati e cascarono al suolo. La volpe accorse
e se li divorò tutti sotto gli occhi della madre. La favola
mostra come coloro che tradiscono l'amicizia, se anche, per l'impotenza
delle vittime, sfuggono alla loro vendetta, non riescono però
mai ad evitare la punizione degli dei.
D) l'altra strisciò sotto il cespuglio che cresceva ai
suoi piedi e qui partorì i suoi piccoli. Ma un giorno,
mentre la volpe era uscita a cercar da mangiare, l'aquila, che
si trovava a corto di cibo, piombò nel cespuglio, afferrò
i volpacchiotti e se ne fece una scorpacciata insieme con i suoi
figli. Quando, al suo ritorno, la volpe vide che cosa le avevano
fatto, fu colta da un dolore che
E) sulla sua nemica. Ma non passò molto e toccò
all'aquila scontare il suo delitto contro l'amicizia. Infatti,
un giorno che in campagna si offriva in sacrificio una capra agli
dei, essa piombò giù e si portò via dall'altare
uno dei visceri che stava prendendo fuoco; ma quando l'ebbe trasportato
nel suo nido, un forte soffio di vento lo investì e da
qualche filo di paglia secca suscitò una
SOLUZIONE>>