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ESERCIZIO del 18 gennaio 2009
in
collaborazione con la dott.ssa Anna Rosa Vielmo di Córdoba
(Argentina)
Materiale
tratto da:
www.igigli.it
A) Ricomponi il testo
Titolo: I LOVE
SHOPPING .... MA CON SERENITÀ
Autore: Stefano De Robertis
1. E' un atteggiamento
normale e secondo gli specialisti fa anche bene. Ma quando il
desiderio di fare shopping diventa incontrollabile e si comprano
oggetti costosi ed inutili per la sola soddisfazione dell'acquisto,
allora non siamo più di fronte ad una debolezza trascurabile,
bensì ad una vera e propria patologia mentale. L'identikit
è comune a molte donne ma anche uomini, è la categoria
dei cosiddetti fashion victims, accumunati da una irrefrenabile
passione: lo shopping.
a. oltre che
una fonte di felicità, uno strumento per costruire una
identità sociale accettata e gradita. Da ciò deriva
la difficoltà di distinguere tra acquisto normale e patologia
dell'acquisto, tanto che la compulsività del comportamento
rappresenta spesso il risultato dell'incontro tra una manifestazione
del disagio individuale e uno stile di vita alimentato dalla società
stessa. Oltre alle cause psicologiche si sono studiate
b. i secondi
sempre alla ricerca di qualcosa di appariscente per soddisfare
il loro bisogno di stare al centro dell'attenzione. Molte volte
questa malattia colpisce anche chi ha subito esperienze negative
nell'infanzia magari legate a ristrettezze economiche: così
la persona adulta deve soddisfare alcuni desideri rimasti insoddisfatti
da bambino, rischiando però di tornare nuovamente a una
situazione di difficoltà economiche.
Chi è colpito da questa sindrome?
c. felicità";
anzi spesso è un disagio individuale complice uno stile
di vita imposto da discutibili modelli di riferimento socio-culturali
e mediatici, alimentati ed esaltati da una società in cui
si fa sempre maggiore spazio l'acquisto del superfluo. Ma oggi
si parla anche di post-consumerismo, ovvero di una classe di consumatori
che ha raggiunto al saturazione, ormai sazia di corse agli acquisti
e appagata di tutti i beni possibili. La ricerca di un modello
equilibrato di propensione al consumo è il miglior auspicio
per un corretto sviluppo del commercio e della società.
Amiamo lo shopping, ma con serenità
d. Si parla di predisposizione in quanto i ragazzi non dispongono
di soldi propri, ma il problema può sorgere quando raggiungono
l'indipendenza economica. Il problema, però, è diventato
nel corso del tempo sempre più evidente anche perché
incrementato dal diffuso atteggiamento consumistico tipico della
società moderna che alimenta falsi bisogni, e che vede
nel possesso dell'oggetto,
e. anche le
basi neuro biologiche della malattia. Secondo alcuni psichiatri,
infatti, lo shopping compulsivo altro non sarebbe che una manifestazione
del cattivo funzionamento dell'attività della serotonina
(che controlla il tono dell'umore e i comportamenti impulsivi)
che provoca l'esigenza di soddisfare un bisogno irrefrenabile.
L'acquisto determina un'esperienza piacevole simile a quelle di
chi fa uso di droghe, ma una volta terminato l'effetto si sta
nuovamente male e per recuperare la felicità perduta si
deve nuovamente comprare.
Attenzione quindi a non eccedere perchè il possesso di
un bene non è il possesso della
f. come "mania
di comprare o "oniomania".
Secondo gli esperti i più predisposti sono le persone con
scarsa autostima di sé, insoddisfatte e che soffrono di
solitudine. In questo caso però la soddisfazione degli
acquisti è solo momentanea destinata a passare in poco
tempo. Sono inclusi anche i narcisisti e gli istrionici. I primi
sempre alla ricerca di qualcosa di originale, delle griffe e continuamente
a rinnovare il guardaroba;
g. Ad essere
affette da questa patologia sono soprattutto le donne tra i 35
ed i 45 anni, ben integrate e con un buon livello socio-culturale,
che spendono soprattutto in vestiti, gioielli ed estetica. Ma
anche gli uomini non sono immuni, spendendo in oggetti costosi,
macchine e oggetti hi-tech. Quanto ai ragazzi, negli ultimi tempi
si nota una predisposizione allo shopping compulsivo soprattutto
riguardo all'acquisto dei cellulari.
h. Irrefrenabile
al punto da diventare una sorta di malattia, che spinge a comprare
abiti, accessori, cosmetici, ma anche scarpe, biancheria o sedute
quotidiane dal coiffure, a dispetto di una reale necessità.
Perché in ogni negozio o shopping center, in ogni magazzino
o offerta web c'è sempre, la grande occasione, l'oggetto
irresistibile di cui non può assolutamente fare a meno.
Comprare oggetti sempre più spesso e senza un motivo preciso,
sono le caratteristiche principali di questa che ormai viene definita
una vera e propria malattia ,definita come sindrome da shopping
convulsivo. Questa dipendenza dagli acquisti, viene descritta
per la prima volta da Kraepelin nel 1915
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