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SOLUZIONE ESERCIZIO
del 13 gennaio 2008
Personaggi
italiani famosi: conosci Marcello Mastroianni?
Completa
con le preposizioni:
Biografia di Marcello Mastroianni (da: Italica,
RAI)
(Fontana
Liri, FR, 1924 - Parigi, 1996)
Attore italiano
PER eccellenza, di sicuro il più noto del cinema internazionale
nei tre decenni seguiti alla guerra, giunge alla fama quietamente,
a differenza DI altri della sua generazione. Comparsa cinematografica
TRA il 38 e il 43, iscrittosi al Centro Universitario
Teatrale al termine delle ostilità belliche, ottiene
una prima affermazione in teatro, NEL ruolo di protagonista
di "Un tram che si chiama desiderio" (1948, regia
di Luchino Visconti). Al cinema, azzecca la parte del giovanotto
simpatico ed estroverso ne "Le ragazze di Piazza di Spagna"
(1951) DI Luciano Emmer: dipoi, vieppiù trova la giusta
misura accanto A Sophia Loren in "Peccato che sia una canaglia"
(1954), commedia garbata ed elegante diretta DA Alessandro Blasetti.
Ne "I soliti ignoti" (1958) di Mario Monicelli conferma
la propria bravura nel registro comico-farsesco, ma la svolta
della sua carriera arriva con "La dolce vita" (1960),
epocale pellicola di costume che segna pure linizio di
un lungo e fortunato sodalizio artistico CON Federico Fellini.
Sorta di alter ego del regista riminese e maschera che esprime
alla perfezione "le velleità di una società
in fase di trasformazione", il Nostro sarà ugualmente
convincente nel mirabile "Otto e mezzo" (1962), forse
lesito più alto raggiunto DA Fellini. Frattanto,
poliedrico come pochi, Mastroianni torna al grottesco per "Divorzio
allitaliana" (1961) di Pietro Germi, ove inventa
i tratti di quel barone Cefalù che lo renderà
celeberrimo IN tutto il mondo. Nuovi stimoli gli offriranno,
nel tempo, cineasti del calibro di Marco Ferreri ("Break-up",
1965; "La cagna", 1972; "La grande abbuffata",
1973; "Non toccare la donna bianca", 1974; "Storia
di Piera", 1983), Ettore Scola ("Una giornata particolare",
1977; "La terrazza", 1980; "Il mondo nuovo",
1982) i fratelli Taviani ("Allonsanfan", 1974), Marco
Bellocchio ("Enrico IV", 1984), ancora Monicelli ("Le
due vite di Mattia Pascal", 1985). Negli ultimi anni DELLA
sua attività, le occasioni migliori gli provengono dal
cinema internazionale: da "Il volo" (1986) di Thodoros
Anghelopoulos allo stupendo "Oci ciornie" (1987) di
Nikita Michalkov, da "Pret-à-porter" (1994)
di Robert Altman al presago "Viaggio allinizio del
mondo" (1996) di Manoel de Oliveira, si dipartono gli ultimi
fuochi DI un interprete geniale e malinconico, gioviale eppur
ritroso. Infine, le immagini intense e commoventi di "Mi
ricordo, sì, io mi ricordo" (1997) - sorta di confessione
testamentaria filmata a mo di epicedio dalla sua ultima
compagna Anna Maria Tatò - costituiscono impagabile commiato
da una figura somma, insieme familiare e straordinaria, DELLA
cinematografia nostrana.
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