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ESERCIZIO del 4 giugno 2007
in
collaborazione con la dott.ssa Anna Rosa Vielmo di Córdoba
(Argentina)
Materiale
tratto da: http://www.ecoage.com/vivere-male-di-citta.htm
A) Leggi il testo
IL 50% DEGLI
ITALIANI SOFFRE IL MAL DI CITTÀ
Ebbene sì, in città si vive male. E' ora di dirlo
a chiare lettere senza troppe ipocrisie. Se il mal di città
fino a qualche decennio fa poteva essere visto come una stravaganza
per le élites benestanti, oggi un italiano su due
soffre per lo stress dei disumani ritmi urbani, le file interminabili
nel traffico e l'inquinamento. Ad affermarlo sono i risultati
dell'indagine "Ecosistema Urbano 2005" di Legambiente
e "ilSole24ore".
Il 51% dei residenti delle grandi città italiane vive lo
stress cittadino. Un fenomeno cresciuto negli ultimi 3-4 anni
che spinge molte persone a valutare il trasferimento verso le
province. Il fenomeno della fuga dalle città non è
una novità, negli ultimi decenni l'urbanizzazione delle
aree circostanti alle grandi città ha avuto una grande
espansione. Le persone stanche dei ritmi incalzanti della città
o del costo sempre più elevato delle case valutano il trasferimento
della propria residenza nei diversi comuni satelliti. Oggi però
questo non sembra bastare più.
Chiunque abiti da almeno trent'anni a Roma può facilmente
notare come l'urbanizzazione dei comuni satelliti non abbia fatto
diminuire il traffico di Roma bensì l'abbia "esportato"
e moltiplicato dove un tempo non c'era. Le strade statali di Grottaferrata,
Frascati o Tivoli subiscono oggi le stesse congestioni che, fino
a qualche anno, caratterizzavano solo la capitale. Ovviamente
le congestioni nel traffico della capitale sono tutt'altro che
diminuite.
Il traffico
è la prima forma di stress degli italiani. Non è
un caso che il traffico rappresenti una delle prime cause di sofferenza
dei cittadini. Spesso gli ingorghi assumono la forma delle grandi
bolgie dantesche in cui è difficile fare anche 7-10 chilometri
in meno di 60 minuti. Si arriverebbe prima a piedi... se solo
ci fossero i marciapiedi in tangenziale.
Gli ingorghi spaventano ormai più della microcriminalità
e degli stessi attentati terroristici (fonte Gazzetta Ufficiale
4/12/2004 - Rapporto Ecosistema 2005 di Legambiente). Le città
con maggiore presenza di "stressati" sono Bari (61%),
Roma e Palermo (54%) e Milano (52%).
Non solo il traffico ma anche lo smog e l'inquinamento sembrano
essere il principale incubo dei cittadini nelle grandi città.
Un disagio che si ripete anche nelle lunghe attese negli uffici
pubblici.
La fuga dalle città sembra essere il desiderio comune di
molti cittadini. Pochi però possono permettersi di "telelavorare"
da province lontane o di trovare lavoro in provincia. La stragrande
maggioranza deve accontentarsi delle fughe nel week end verso
le mete dell'entroterra e, paradossalmente, non sono rari gli
ingorghi domenicali per "scappare" dalla città
e poi farvi rientro.
Come dire... dal male della città non si scappa. Si salvi
chi può!
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