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SOLUZIONE ESERCIZIO
del 6 maggio 2008
in
collaborazione con la dott.ssa Anna Rosa Vielmo di Córdoba
(Argentina)
materiale tratto da www.legambientearcipelagotoscano.it
Completa con i sostantivi mancanti
Anche per
il nostro Paese si osservano già i primi effetti dellaumento
della temperature, che risultano essere di 0,7 gradi centigradi
negli ultimi 100 anni.
Così
anche i ghiacciai delle Alpi che nellultimo secolo hanno
visto la loro estensione diminuire di quasi la metà: dai
circa mille chilometri quadrati della fine del secolo ai 500 di
oggi. Una delle dimostrazioni più evidenti è il
caso di Forni in Valtellina, il più grande ghiacciaio italiano,
il cui fronte è arretrato di 2 Km, perdendo il 15% della
superficie negli ultimi cento anni. Ma per altri ghiacciai minori
la riduzione areale è ancora maggiore: il Teodulo-Valtourneniche
nei pressi di Cervinia, in Val dAosta, ha perso il 75% della
superficie, così come il Tyndal sotto al Cervinio.
Le possibili
conseguenze non riguardano solo la perdita di paesaggio, ma anche
l'aumento del rischio frane e dissesti geologici, nonché
la diminuzione della disponibilità della risorsa idrica.
Da uno studio
del Cnr si scopre che anche negli ultimi cinquanta anni si sono
verificati notevoli cambiamenti nel clima. La quantità
di pioggia annua media è diminuita del 10%, ma tende a
concentrarsi in un minor numero di giorni, con eventi più
intensi di carattere alluvionale. Al Nord, su una media di 1.000
millimetri di pioggia allanno (1 millimetro di pioggia equivale
a 1 litro per metro quadro), il calo è stato dell8%;
al Centro su una media di 750 millimetri la diminuzione è
stata del 10% e al Sud del 12% su una media di 600 millimetri
annui. E così sono diminuite anche le precipitazioni nevose
a tutte le quote: facendo riferimento ad una delle stazioni meteorologiche
più significative in questo settore, quella del Plateau
Rosa a quota 3.480 metri, nel periodo dal 1952 al 1991 cè
stato un calo del 45%, con una riduzione della copertura nuvolosa
di circa il 20%.
E se laumento
della temperatura media annua su tutto il territorio della penisola
negli ultimi 50 anni è stato dello 0,7 gradi centigradi,
per i grandi centri urbani gli aumenti sono stati più marcati,
fra 1 e 2 gradi, con un raddoppio da 10 a 20- di eventi
di onde di calore, fenomeni meteorologici estivi che fanno registrare
innalzamenti bruschi della temperatura anche di 7/15 gradi, con
pesanti effetti sulla salute della popolazione più debole.
Ma quale sarà
il clima dellItalia tra 50 anni?
Secondo uno
studio dellEnea e dellIpcc nel 2050 la temperatura
media sarà più elevata di circa 3 gradi, con un
aumento più accentuato al Nord, con un incremento della
piovosità invernale del 10% nelle regioni settentrionali
e un calo del 30% di quella estiva nel Sud. I ghiacciai si ridurranno
di altro 20-30%. Il livello del Mediterraneo aumenterà
di "appena" 20 centimetri. Ma questi basteranno a far
verificare a Venezia fenomeni di acqua alta superiori al metro
tra gli 80 e i 115 giorni allanno (oggi sono appena 7).
A queste condizioni i centri abitati di Venezia, Chioggia e delle
isole minori rischiano un lento ed inesorabile allagamento. Ma
attorno al 2050 saranno a rischio inondazione anche 4.500 chilometri
quadrati di aree costiere: il 65% al sud, il 25,4% nel Nord, il
5,4% nellItalia centrale e il 6,6% in Sardegna.